CISTITE, L’ALIMENTAZIONE INFLUENZA IL RISCHIO? COSA DICE LA SCIENZA

Ti sei mai chiesta se sia possibile prevenire la cistite con l’alimentazione? In questo articolo rispondiamo dati scientifici alla mano.

Sempre più studi mostrano che alimentazione e cistite sono strettamente collegate. Alcuni cibi sembrano aumentare il rischio di infezioni urinarie ricorrenti, mentre altri possono aiutare a proteggere il microbiota intestinale e le difese naturali della vescica. Ma cosa dice davvero la ricerca scientifica? In questo articolo analizziamo gli studi più recenti sul rapporto tra dieta, microbiota e rischio di cistite.

Come una dieta vegetale riduce il rischio di cistite

Il focus della ricerca moderna sono gli schemi alimentari a base vegetale. Due grandi studi internazionali hanno fornito prove convincenti del fatto che chi sceglie di ridurre o eliminare la carne soffre meno di cistiti.

Il primo studio, condotto a Taiwan, ha seguito quasi 10.000 persone per dieci anni. È emerso che i vegetariani avevano un rischio di cistite inferiore del 16% rispetto a chi consumava carne. Questo effetto protettivo è risultato leggermente più marcato (18%) nelle donne, che soffrono di cistite molto più frequentemente degli uomini.

Il secondo studio, ancora più ampio e recente, ha analizzato i dati di oltre 57.000 donne residenti in Nord America. I ricercatori hanno scoperto che le donne vegetariane e vegane hanno una probabilità inferiore rispettivamente del 23% e del 31% di soffrire di infezioni urinarie ricorrenti rispetto alle onnivore. Questi dati suggeriscono che più la dieta si sposta verso il mondo vegetale, maggiore sembra essere la protezione per il tratto urinario.

Perché la carne aumenta il rischio di infezioni urinarie?

Una delle scoperte più interessanti riguarda il modo in cui la carne agisce come veicolo di batteri nocivi. La maggior parte delle cistiti è causata dal batterio Escherichia coli. Tuttavia, non tutti gli E. coli sono uguali. Esistono dei ceppi specifici che hanno la capacità unica di sopravvivere fuori dall’intestino e colonizzare la vescica.

Gli scienziati hanno scoperto che la carne, in particolare il pollame e il maiale, rappresenta il principale serbatoio di questi batteri. Gli studi genetici mostrano che i batteri isolati dalle urine dei pazienti sono spesso identici a quelli trovati nella carne venduta nei supermercati. In breve, consumando carne, potremmo introdurre nel nostro intestino proprio quei ceppi batterici capaci di causare infezioni urinarie.

Il consumo di carne è associato anche a un maggior tasso di cistiti causate da batteri resistenti agli antibiotici: l’uso massiccio di questi farmaci negli allevamenti, infatti, favorisce lo sviluppo di batteri resistenti che possono poi entrare nella catena alimentare umana.

Il ruolo del microbiota intestinale

Un altro motivo per cui i vegetali ci proteggono dalle cistiti risiede nelle fibre. Una dieta ricca di fibre vegetali non solo aiuta la regolarità, ma ha un profondo effetto positivo sul nostro microbiota intestinale. Promuove infatti la crescita di specie benefiche e la produzione di acidi grassi a catena corta, i quali a loro volta supportano l’equilibrio del sistema immunitario.

Al contrario, una dieta povera di fibre favorisce uno stato di disbiosi intestinale che rende più facile la proliferazione di batteri patogeni e altera le nostre naturali difese. Sappiamo bene infatti, e la scienza lo sta sempre più confermando, che la cistite nasce nell’intestino.

alimentazione rischio cistite

L’eccezione: il pesce protegge dalla cistite (forse)

In questo quadro dominato dagli alimenti vegetali emerge un’eccezione sorprendente: il pesce. Nonostante sia una fonte di proteine animali, il pesce sembra offrire una protezione specifica contro le infezioni causate da batteri antibiotico-resistenti come gli ESBL (“produttori di beta-lattamasi a spettro esteso”, cioè batteri resistenti a diversi antibiotici contemporaneamente).

Uno studio condotto in Norvegia ha evidenziato che, per ogni pasto a base di pesce in più alla settimana, il rischio di cistite da batteri ESBL si riduce di circa il 30%. Ma perché?

L’ipotesi è che gli omega-3, di cui il pesce è ricco, possano ridurre i batteri patogeni presenti nell’intestino: sia supportando in generale l’equilibrio del microbiota intestinale e del sistema immunitario, sia esercitando una specifica azione antimicrobica sui batteri resistenti già presenti (come suggeriscono studi effettuati in laboratorio).

Questi dati, tuttavia, vanno interpretati con cautela. Al momento disponiamo di un solo studio che supporta l’associazione tra consumo di pesce e riduzione delle cistiti, ragion per cui saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare se esista un effettivo rapporto di causa-effetto.

Cibi ultra-processati, obesità e rischio di cistite

Se una dieta sana protegge, un’alimentazione squilibrata ha un evidente effetto opposto. Il consumo frequente di cibi ultra-processati, dolci, bevande zuccherate e grassi saturi è strettamente correlato a una maggiore frequenza di cistiti.

Molto probabilmente mangiare male esercita i suoi effetti alterando il microbiota intestinale, ma anche attraverso l’obesità. È ben noto infatti che all’aumentare dell’indice di massa corporea cresce anche il rischio di cistiti: una persona obesa può avere un rischio fino a 2,5 volte superiore rispetto a una normopeso. Come abbiamo approfondito in un articolo precedente, l’infiammazione cronica di basso grado tipica dell’obesità e le alterazioni metaboliche ad essa associate indeboliscono le difese naturali del tratto urinario, rendendo le recidive molto più probabili.

Alimentazione e prevenzione della cistite: conclusioni pratiche

L’evidenza scientifica è ormai solida: quello che mangiamo influenza direttamente quali batteri colonizzano il nostro corpo e la capacità della nostra vescica di resistere agli attacchi, e una corretta alimentazione può aiutarci a prevenire la cistite, oltre ad essere un investimento sulla nostra salute a 360 gradi (importante anche quanta acqua bere).

Riassumendo, gli alimenti associati a un minor rischio di cistite sono:

  • verdura e frutta
  • legumi
  • cereali integrali
  • pesce ricco di omega-3

Mentre gli alimenti associati a un maggior rischio:

  • cibi ultra-processati
  • carne
  • zuccheri in eccesso
  • grassi saturi in eccesso.

A questo punto però è importante fare una precisazione. Se soffri di cistite, seguire un’alimentazione corretta è sicuramente un supporto importante (vedi i consigli alimentari per chi soffre di cistite). Ma purtroppo da solo non basta. Perché alla base delle cistiti ricorrenti ci sono complicanze molto specifiche che non è possibile risolvere agendo solo sulla dieta, ma che richiedono un approccio più completo e mirato.

Per questo abbiamo sviluppato il Metodo Milo Manfredini.

Domande frequenti sul legame tra alimentazione e cistite

L’alimentazione può influenzare la cistite?

Sì. Diversi studi mostrano che una dieta ricca di fibre e alimenti vegetali può ridurre il rischio di infezioni urinarie ricorrenti.

Quali alimenti aumentano il rischio di cistite?

Cibi ultra-processati, carne, zuccheri e alimentazione povera di fibre sembrano associati a un maggior rischio di cistiti ricorrenti.

Il microbiota intestinale influisce sulla cistite?

Sì. L’intestino rappresenta il principale serbatoio dei batteri che possono causare infezioni urinarie, e inoltre influenza le difese immunitarie dell’organismo.

Una dieta vegetariana protegge dalla cistite?

Alcuni studi osservazionali hanno trovato un rischio inferiore di infezioni urinarie nelle persone che seguono un’alimentazione vegetariana o vegana rispetto agli onnivori.

Fonti Scientifiche

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