CISTITE RESISTENTE AGLI ANTIBIOTICI: CHE FARE?

Perché la cistite può diventare resistente agli antibiotici? Cosa possiamo fare in questi casi?

Soffrire di cistite ricorrente significa purtroppo avere spesso a che fare con gli antibiotici: cosa che comporta effetti indesiderati anche importanti non solo a livello individuale ma anche per tutta la comunità. Ci riferiamo al fenomeno dell’antibiotico-resistenza: sicuramente ne avrai sentito parlare, poiché da qualche anno viene considerato una vera e propria emergenza medica.

Come si sviluppa l’antibiotico-resistenza, come è possibile arginarla, e cosa possiamo fare quando ci troviamo alle prese con una cistite resistente agli antibiotici? Ne parliamo in questo articolo.

I numeri dell’antibiotico-resistenza

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza si è enormemente amplificato negli ultimi 70 anni, raggiungendo proporzioni allarmanti: secondo le stime più accreditate, oggi le infezioni resistenti ai farmaci causano ogni anno nel mondo almeno 700.000 morti, che entro il 2050 potrebbero diventare 10 milioni se la tendenza non viene invertita.

In Italia il tasso di antibiotico-resistenza è tra i più alti d’Europa: dal 30 al 60% delle infezioni contratte in ospedale sono resistenti agli antibiotici di prima linea, quelli utilizzati più comunemente. Esistono batteri resistenti a più classi di antibiotici contemporaneamente (multi-resistenti), e la maggiore preoccupazione è che possano svilupparsi organismi resistenti a tutti gli antibiotici attualmente disponibili: nel nostro Paese sono già stati registrati casi di resistenza pressoché totale.

Anche Escherichia coli, il batterio che più di frequente causa cistite, è spesso resistente agli antibiotici. Nel 2018 in Europa erano il 64% i ceppi resistenti alle aminopenicilline (es. Augmentin), il 41% quelli resistenti ai fluorochinoloni (es. Ciproxin) e il 29% quelli resistenti alle cefalosporine di terza generazione (es. Cefixoral). 

Antibiotico-resistenza: come si sviluppa

La causa dell’antibiotico-resistenza sono gli antibiotici stessi. Infatti, ogni volta che utilizziamo un antibiotico, i batteri resistenti eventualmente presenti – possono avere questa caratteristica già da prima, oppure acquisirla durante il trattamento grazie ad una mutazione genetica casuale – sono gli unici che riescono a sopravvivere e a proliferare, trasmettendo così l’antibiotico-resistenza alle generazioni successive. I batteri resistenti possono poi venire trasmessi ad altre persone (comprese quelle che non hanno mai assunto antibiotici) oppure sopravvivere nell’ambiente.

Da notare che il problema non riguarda solo l’utilizzo di antibiotici negli esseri umani: anzi, attualmente in ambito zootecnico (e specialmente negli allevamenti intensivi) vengono utilizzate quantità di antibiotici molto superiori rispetto a quelle impiegate in ambito umano! L’allevamento è dunque una importantissima fonte di antibiotico-resistenza.

Le soluzioni

A livello di comunità, l’unico modo per arginare l’allarmante fenomeno dell’antibiotico-resistenza è ridurre l’utilizzo di antibiotici, e quando sono necessari adoperarli in maniera corretta e responsabile. A partire dai medici: secondo dati diffusi dalla Società Italiana di Urologia, infatti, in circa il 40% delle cistiti c’è un uso inappropriato di antibiotici, oltre a tutti quelli che vengono prescritti senza reale necessità (in caso ad esempio di batteriuria asintomatica, di coliche renali o di utilizzo di catetere).

Ma anche le persone comuni possono fare molto. È importante evitare il fai-da-te: gli antibiotici vanno assunti esclusivamente dietro prescrizione medica, e occorre rispettare i dosaggi e la durata del trattamento (anche nel momento in cui ci si sente meglio: in caso contrario si rischia di ridurre l’efficacia della terapia e dunque aumentare il rischio che i batteri sviluppino resistenza). Gli antibiotici inutilizzati vanno poi smaltiti correttamente, utilizzando i contenitori per farmaci scaduti, per evitare che finiscano dispersi nell’ambiente.

In caso di infezioni leggere, come mal di gola o bronchiti, valuta bene l’assunzione di antibiotici: spesso l’azione del sistema immunitario, magari supportata dai giusti rimedi naturali, è sufficiente per guarire. Parlane con il tuo medico. E, naturalmente, il modo migliore per ridurre l’uso di antibiotici e per non entrare in contatto con batteri resistenti è evitare di ammalarsi! Massima attenzione quindi alla prevenzione.

cistite resistente agli antibiotici

Cistite resistente agli antibiotici: che fare?

Ma se soffri di cistiti ricorrenti è probabile che tu ti sia già trovato alle prese con batteri resistenti. In Italia si stima infatti che la cistite sia resistente agli antibiotici fluorochinolonici ben nella metà dei casi!

La buona notizia è che eradicare la resistenza di Escherichia coli ai fluorochinoloni è relativamente facile. I dati scientifici mostrano che, sospendendo l’assunzione di questi farmaci, la resistenza scompare rapidamente.

E qui ci viene in aiuto UROGYN. Se utilizzato come profilassi in caso di cistiti ricorrenti, UROGYN (a base di D-Mannosio) mantiene l’urina libera dai batteri e blocca sul nascere eventuali recidive, evitando ulteriori terapie antibiotiche. Questo permette, in un tempo piuttosto breve, di eliminare i batteri resistenti dal serbatoio intestinale. Come abbiamo verificato con i nostri clienti, se dopo qualche mese di integrazione con UROGYN dovesse verificarsi un nuovo episodio di cistite, questo sarà dovuto a batteri sensibili e sarà quindi molto più facile da trattare. Senza contare che utilizzando UROGYN diminuisci l’utilizzo di antibiotici e contribuisci quindi a ridurre il fenomeno dell’antibiotico-resistenza in generale!

Molto importante sottolineare che, a differenza di quel che accade per gli antibiotici, i batteri non possono sviluppare resistenza al D-Mannosio. Questo perché questa sostanza non li uccide né li danneggia in alcun modo, ma semplicemente li intrappola facendo sì che vengano eliminati con le urine.

Se soffri di cistiti ricorrenti prova l’integrazione che abbiamo pensato per te! Trovi tutte le informazioni nella nostra Guida.

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IMPORTANTE: Ogni tipo di parere è sempre espresso nei termini dell’energetica dei sistemi viventi e non dovrà mai essere ritenuto una diagnosi e non dovrà mai essere considerato un parere medico. Il presente documento non è prescrizione medica ma contiene una serie di suggerimenti di ordine naturopatico. In caso di patologie accertate, prima di intraprendere qualsiasi trattamento, è sempre doveroso rivolgersi ad un medico.