CISTITE E COPPETTA MESTRUALE: LA COPPETTA FA PER TE?

La coppetta mestruale può causare cistite? È controindicata per le donne che soffrono di cistite? Forse sono domande che ti sei posta anche tu, se tendi a soffrire di cistiti ricorrenti e sei incuriosita dalla coppetta. In questo articolo vediamo anzitutto quali sono le caratteristiche della coppetta mestruale, per poi analizzare le correlazioni tra coppetta mestruale e cistite e capire se anche per te che soffri di cistite la coppetta mestruale può essere una buona scelta.

Coppetta mestruale: le caratteristiche fondamentali

La coppetta mestruale è un piccolo contenitore a forma di campana che raccoglie il flusso mestruale. Deve essere inserita all’interno della vagina e poi, durante la giornata, periodicamente tolta e svuotata. La differenza fondamentale rispetto a tutti gli altri dispositivi utilizzati per le mestruazioni è che il sangue non viene assorbito, ma semplicemente raccolto.

Le coppette mestruali di buona qualità sono fatte in silicone di grado medico oppure in elastomero termoplastico (TPE). Entrambi questi materiali sono igienici, ipoallergenici, non sbiancati, privi di lattice e di sostanze potenzialmente nocive come BPA e ftalati.

Esistono svariate marche di coppette, con diverse caratteristiche (ad esempio una consistenza più o meno morbida, per adattarsi ai diversi gradi di tonicità del pavimento pelvico), diverse taglie (per adattarsi alla conformazione della vagina e all’intensità del flusso) e anche diversi colori.

Il prezzo si aggira tra i 15 e i 30 euro. La coppetta può contenere, a seconda del tipo e della taglia, da 10 a 40 ml di liquido; può essere svuotata anche ogni 12 ore se il flusso è sufficientemente leggero da permetterlo. A ogni “cambio” è bene sciacquarla con semplice acqua, mentre ad ogni mestruazione, prima di incominciare a utilizzarla, si consiglia di sterilizzarla facendola bollire. Ha una durata di 10 anni e più.

Vantaggi e svantaggi

La coppetta ha molti vantaggi rispetto agli assorbenti usa e getta. È economica ed ecologica, perché evita l’impatto ambientale della produzione e dello smaltimento degli assorbenti. È comoda: se ha le caratteristiche di taglia e di morbidezza adatte alla propria anatomia, e viene inserita correttamente, la sua presenza in vagina non si avverte per nulla, ed evita tutte le problematiche legate al contatto con gli assorbenti esterni. Raccoglie più sangue rispetto agli assorbenti, esterni o interni: in media richiede meno “cambi” giornalieri, e può essere molto utile per le donne che hanno flussi particolarmente abbondanti.

Inoltre gli studi scientifici effettuati dimostrano che il rischio di infezioni vaginali non aumenta con l’uso della coppetta. Anzi, in alcuni casi si è osservata una riduzione delle infezioni!

La coppetta è quindi un dispositivo “amico” dell’ambiente vaginale. Si pensa che questo sia dovuto in parte al fatto che è costituita di materiale inerte, che non interferisce con il pH e con la flora batterica. Anche il fatto che, al contrario degli assorbenti interni, non assorba le secrezioni vaginali può contribuire a mantenere in equilibrio l’ambiente vaginale.

cistite e coppetta mestruale

Certo il passaggio alla coppetta richiede una fase di familiarizzazione che può durare qualche mese. Bisogna imparare a inserirla ed estrarla nel modo corretto, capire ogni quante ore necessita di essere svuotata, organizzarsi per eventuali cambi fuori casa (che sono più macchinosi rispetto ai prodotti usa e getta, perché la coppetta deve essere svuotata e sciacquata).

Ma le reali controindicazioni all’uso della coppetta sono davvero poche:

  • Presenza di spirale (IUD), perché esiste il rischio che la coppetta faccia fuoriuscire la spirale. Se porti la spirale e vorresti provare la coppetta mestruale, parlane prima con il tuo ginecologo.

  • Avere fatto da poco un intervento al collo dell’utero, o che ha richiesto la dilatazione meccanica del collo dell’utero. Bisogna aspettare che i tessuti si siano completamente ristabiliti.

  • Presenza di condilomi: in questo caso la coppetta potrebbe favorire la diffusione dei condilomi per autocontagio.

Coppetta mestruale e cistite

Avere una storia di cistiti ricorrenti non rappresenta una controindicazione all’utilizzo della coppetta. È necessaria però un po’ di attenzione, perché una coppetta inserita male oppure non adatta al proprio pavimento pelvico potrebbe premere sull’uretra, limitando il flusso di urina ed impedendo alla vescica di svuotarsi del tutto. L’incompleto svuotamento aumenta poi il rischio di sviluppare cistite. Quindi in questo caso la coppetta mestruale potrebbe causare cistite.

Fondamentalmente il rischio esiste quando la coppetta è troppo grande oppure troppo rigida/scattante per la propria conformazione fisica. Te ne puoi accorgere da alcuni segnali:

  • Quando la indossi hai una sensazione di pienezza, avverti la presenza di qualcosa che occupa spazio in vagina. Come abbiamo detto in precedenza, la coppetta non si dovrebbe avvertire per nulla.

  • Quando fai pipì con la coppetta inserita hai la sensazione di non riuscire a farla tutta.

  • Hai bisogno di togliere la coppetta per urinare o defecare.

In tutti questi casi la colpa non è della coppetta in sé, ma del fatto che non è quella giusta per te. Prova una coppetta più morbida, oppure con un bordo più piccolo, sottile e morbido se la rigidezza è soprattutto nel bordo. Oppure una taglia più piccola: i produttori consigliano taglie più grandi dopo i 35 anni o se si ha partorito, ma non è detto che sia il consiglio giusto per te: la taglia dipende dalla grandezza della vagina, indipendentemente dall’età e dai parti.

Bisogna poi assicurarsi che la coppetta sia posizionata correttamente, cioè non troppo in basso. Il suo bordo dovrebbe arrivare nella parte più alta della vagina, immediatamente sotto al collo dell’utero. Questa è la parte in cui la vagina è più ampia, non essendo stretta dai muscoli pelvici: sistemandola in questa zona si eviterà che il bordo della coppetta, che è la parte più rigida, prema contro l’uretra.

IMPORTANTE: Ogni tipo di parere è sempre espresso nei termini dell’energetica dei sistemi viventi e non dovrà mai essere ritenuto una diagnosi e non dovrà mai essere considerato un parere medico. Il presente documento non è prescrizione medica ma contiene una serie di suggerimenti di ordine naturopatico. In caso di patologie accertate, prima di intraprendere qualsiasi trattamento, è sempre doveroso rivolgersi ad un medico.